Ecco le prime foto della mostra.
domenica 6 maggio 2012
Intervista apparsa sul Giornalino
Come nasce un libro
Dall'idea alla libreria
Come nascono le pagine

Il testo c’è, le immagini anche. Ora bisogna
miscelare il tutto, ovvero sistemare tutti gli elementi di un libro
nelle pagine vere e proprie. È l’impaginazione (o layout di pagina) di
cui si occupa il grafico. Il grafico deve prendere altre decisioni: che tipo di carattere o font
usare (souvenir, palatino, century, futura, helvetica...), il corpo dei
caratteri, cioè quanto devono essere grandi (nei libri per i bambini
più piccoli il corpo è molto grande, talvolta addirittura in stampatello
MAIUSCOLO), l’interlinea (cioè la distanza tra una riga e l’altra),
l’ampiezza dei margini sia in alto che in basso che lateralmente. E poi:
dove sistemare i numeri di pagina, come contraddistinguere i capitoli,
dove collocare l’indice. I libri, poi, non hanno tutti lo stesso “formato”,
anche se la gran parte sono rettangoli in verticale con i lati di varie
misure. Mentre formati quadrati o rettangolari in orizzontale sono
diffusi tra gli albi illustrati per bambini.

E infine, le bozze
I disegni, se arrivano su carta, vengono scansionati, cioè fatti
passare in un apparecchio che si chiama scanner, e che fotografa la
pagina ricavandone un’immagine digitale a disposizione nel computer,
come il testo e tutti gli altri elementi. Si procede quindi alla
video-impaginazione e le pagine ottenute vengono stampate per
controllare la coerenza testo e immagine, e per un’ultima revisione del
testo che si chiama correzione di bozze. Il correttore,
dizionari alla mano, legge parola per parola, e annota a matita errori
ortografici, di sillabazione, e i cosiddetti refusi, cioè distrazioni
(lettere invertite, parole attaccate, punteggiatura mancante...). Si
inseriscono poi le correzioni nel testo e c’è il tempo per un’ultima
lettura prima della stampa.

Mister Baskerville e il signor Bodoni
Quando scriviamo un testo al computer possiamo selezionare il tipo di
caratteri. Sono gli stessi che venivano usati dagli antichi stampatori,
e dietro a molti di essi c’è una vera e propria storia. Per esempio il Garamond, uno dei più antichi, dallo stampatore francese che usò per primo sia il tondo che il corsivo; il Baskerville, dal cognome di uno stampatore inglese rivoluzionario del ’700; il Bodoni, dal nome del re dei tipografi italiani (1740-1813), stampatore alle corti più importanti. E ancora il Times, usato dal 1932 per stampare l’omonimo quotidiano inglese; e il Typewriter, che riproduce i caratteri delle macchine per scrivere (in voga prima dell’avvento dei computer).
La parola a...
Sara Benecino, grafica (Edizioni San Paolo, Scuola del fumetto)
«La parte che più mi fa brillare gli occhi è quando, girando per
gli scaffali nelle librerie, cerco di catturare le sensazioni delle
persone che stringono in mano un mio lavoro. In libreria una buona
copertina è quello che conta, la mia copertina: che felicità!».
Sulle tracce di Jojo
La grafica
Jojo è pronta per essere messa in pagina. Il grafico pensa di
utilizzare come elemento che caratterizza la collana “Jojo detective”
l’immagine di alcune impronte digitali che compaiono ai bordi della
pagina, come fossero lasciate dal lettore stesso. Il testo scorre
intorno ai disegni più piccoli, mentre nei punti più importanti della
storia il disegno è a tutta pagina o addirittura a doppia pagina. Tutti i
personaggi vengono rappresentati prima dell’inizio di ogni storia, e i
titoli dei capitoli sono scritti in obliquo.
http://www.g-web.it/teen/scopri/g-lab/articolo/come-nasce-un-libro/come-nascono-le-pagine.aspx
Iscriviti a:
Post (Atom)